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IL
NOSTRO CASO
Forza Michele...tutti con te!
è un bimbo forte, ... può farcela!
«Michele è un bimbo forte! Può farcela…». Sono le parole di mamma Annamaria mentre parla del suo princino di sette anni a mezzo. La sua storia ha dell’incredibile, non solo per l’aspetto umano, ma anche perché il suo è anche una specie di “giallo scientifico”. Tutto cominciò quando Michele aveva quattro anni. Era un bambino come tanti: socievole, allegro, amante degli animali; una bella famiglia, un fratello maggiore premuroso ed una casetta nella deliziosa provincia di Lucca. Un giorno Michele si era sentito poco bene: una banale influenza con un po’ di tosse. Dopo qualche giorno a casa, coccolato da mamma e papà, si era rimesso ed era arrivato il momento di ritornare alla scuola materna, per giocare e ridere con i compagni. La notte prima del fatidico ritorno era stata un po’ agitata: Michele si lamentava e mostrava di non stare troppo bene. Nulla di grave però, almeno così sembrava. Quando l’indomani la mamma è andata a svegliarlo per portarlo a scuola, lo ha trovato rigido come un pezzo di legno e con la testa penzoloni. Immediatamente allertato il medico curante, Michele viene trasportato d’urgenza nell’ospedale del luogo. La situazione è critica: la febbre sale ed arrivano le convulsioni. Per i medici potrebbe trattarsi di meningite, una diagnosi davvero infausta. Passano le ore ed arrivano altre convulsioni, questa volta più forti e neanche massicce dosi di farmaci riescono a fermarle. Si decide allora il trasferimento d’urgenza, in elicottero, all’Ospedale “Mayer” di Firenze. Il piccolo viene intubato, ma questo non impedisce il coma. La situazione è disperata ed i sanitari consigliano ai genitori, Annamaria e Giovanni Galatolo, di portare il piccolo nell’ospedale più vicino alla loro abitazione, per aspettare… la morte. In questo strazio di dolore, però, una prima stranezza: i test per la meningite danno esito negativo. Michele allora non può aver contratto quella malattia, mentre nei reparti dell’ospedale, invece di lasciarsi andare, il piccolo mostra
segni di miglioramento.
Sopraggiungono altre crisi, anche
molto gravi, come quella durata ben
24 ore, con il cuore impazzito a 250
battiti al minuto e la febbre alta.
Michele però ha voglia di vivere, supera anche questa. Per una consulenza anestesiologica, Michele viene portato al “Gaslini” di Genova, dove rimane in cura. Qui sopraggiungono altre crisi, altre infezioni ed ancora il coma, ma qui arriva anche una bella iniezione di speranza. La diagnosi è di una malattia genetica molto rara, la sindrome di Leigh. Si è però presentata in modo anomalo, infatti, in genere, colpisce bambini di pochi mesi, mentre Michele aveva già 4 anni quando si è manifestata, inoltre anche a livello metabolico ci sono delle variazioni inspiegabili. Quello che però è veramente straordinario è che il nostro principino continua a crescere, lotta per vivere e, secondo i medici, potrebbe anche tornare a camminare. Ora non può parlare, a causa delle sonde che lo aiutano a respirare e a deglutire. Piano piano però Michele sta imparando a respirare da solo e ad emettere qualche suono, mentre mostra di capire quello che gli altri gli dicono e muove gli arti. La riabilitazione è lunga e le cure sono costose, inoltre bisogna combattere le crisi che arrivano all’improvviso. L’affetto e la solidarietà dei concittadini della Valle Valfagnana (LU) non manca, solo che non sempre è sufficiente, per questo “SOS-Aiuto una mano tesa” ha deciso di interpellare tutti i sui lettori. Forza Michele, siamo tutti con te.
GRAZIE di cuore...
... ai medici del reparto malattie neuromuscolari dell’Ospedale Gaslini di Genova, capitanati dal Prof.
Minetti e i medici Bruno, Biancheri e Pedemonte ed il personale infiermeristico.
... al Dott. Ottonello, l’anestesista che lo segue, la Dott.ssa Schiaffino del reparto malattie metaboliche, Buffa,
medico chirurgo, Doglio, fisiatra, Calcagno, odontoiatra e tutti i medici di cui non ricordo il nome.
.. al Prof. Pifferi, clinica pediatrica dell’Ospedale di S. Chiara di Pisa, la quarta rianimazione, sempre di
Pisa, dove Michele è stato ricoverato tra gennaio e febbraio del 2005.
... agli anestesisti e tutto il personale delle sale operatorie, il reparto di Pronto Soccorso del nostro ospedale
locale di Castelnuovo Garfagnana.
... alle varie Associazioni di Misericordia della Garfagnana, particolarmente a quella di Castelnuovo G. e
ai medici che vi prestano servizio: dott.ri Barbi, Mariani, Gaddi, Turriani e Cecchettini e la Misericordia
di Piazza al Serchio.
... al nostro medico curante, dott. Luperini, il quale segue costantemente Michele.
... a Maria Bernardini, sua madrina, che ci dà la carica per andare avanti e continuare una vita normale.
Grazie a tutti coloro che ci sono vicini.
Annamaria e Giovanni Galatolo
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