IL NOSTRO CASO

Gioela: forza e coraggio

Ancora una volta la speranza

Dopo Luigi, Marta ed Eleonora S.O.S. Aiuto una Mano Tesa è pronta per un nuovo caso ed una nuova storia da far conoscere ai lettori. Rimaniamo nella bella Sicilia per presentare Gioela. La ragazza, oggi 15enne, è nata senza alcun problema ed ha condotto un’esistenza tranquilla fino all’età di 3 anni. Ha imparato a camminare, a parlare come i suoi coetanei, ha anche cominciato a frequentare la scuola materna. Una bambina come tante insomma, dolce, vivace e piena di vita. Poi un giorno un episodio incredibile: sotto gli occhi della madre, Gioela, nel giro di 30 minuti, ha perso tutte le sue capacità, ha smesso di parlare e di camminare.
È cominciato il solito giro fra gli ospedali, prima della regione, poi di tutta Italia e anche dell’Unione Europea. Capire cosa era successo non è stato facile, ma quando è arrivata la diagnosi definitiva non è stato meglio. Gioela è affetta da una malattia metabolica chiamata “Glutarico Aciduria tipo I”. Si tratta di un morbo rarissimo, scoperto solo 20 anni fa, in Italia ci sono solo quattro casi. È una malattia che colpisce i centri nervosi; la causa è la mancanza di un enzima che, per un processo a catena, rende il sangue tossico per gli stessi tessuti. Chi ne viene colpito deve seguire una dieta rigidissima a base di soli alimenti vegetali, bandita assolutamente la carne ed anche la pasta. È una malattia genetica, difficile da diagnosticare, e che può manifestarsi in qualunque momento della vita.
I genitori di Gioela si sono subito dati da fare per tentare delle cure, ma non hanno trovato molta collaborazione nei medici europei. La povera mamma Orsola ed il povero papà Giuseppe si sentivano continuamente ripetere che si trattava di una cosa molto seria e che le speranze di vita erano molto limitate, meglio dunque aspettare che il destino si compisse piuttosto che martoriare il piccolo corpo. In sostanza in Italia Gioela non usufruiva di alcuna terapia.
Un dolore immenso, che però non ha sopraffatto la famiglia Vicari. Si è cominciato a cercare negli Stati Uniti e a Wilmington, nello stato di Philadelfia, il prof. Stranglwater ha accettato di seguire il caso. Ha iniziato una terapia di 3 mesi. È stato eseguito
un unico intervento alle costole, polmoni e colonna vertebrale durato 12 ore!
Nell’aprile del 2004 Gioela intraprende una lunga e costosa fisioterapia presso il “Maimonides Hospital Center” di New York: la terapia prevede un particolare stiramento dei muscoli.
Grazie alla professionalità e alla bravura dell’équipe medica del centro e grazie anche all’affetto della madre e della sorella che l’accompagnavano, Gioela con l’aiuto di particolari tutori e del girello riesce a muovere i primi passi.
Ecco che si compie il miracolo! Purtroppo la mancanza di disponibilità economica costringe la famiglia Vicari a sospendere le cure e a rientrare in Italia. A sottoporre all’attenzione della redazione di SOS AIUTO - UNA MANO TESA, fu il padre della parrocchia di appartenenza della famiglia Vicari, purtroppo deceduto da qualche mese, padre Tubolino, il quale si raccomandò che il caso fosse preso in seria considerazione.
A giorni Gioela riaprtirà per l’America per continuare la fisioterapia che aveva sospeso nell’aprile 2004. Ci si augura che i progressi siano quelli sperati, giorno dopo giorno, passo dopo passo, incontro ad un intervento finale risolutivo ai flessori e all’anca.


Noi della redazione di SOS AIUTO – UNA MANO TESA, insieme ai tanti lettori e sostenitori siamo ben lieti di accompagnare Gioela nel suo cammino e un ringraziamento vivo e sincero va a padre Tubolino che da lassù continua vegliare sulla piccola stella! Forza Gioela! •

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