ARCHIVIO
IL
NOSTRO CASO
Con
Marta nel cuore...
Eleonora comincia a sperare
Al via la nuova adozione di
Eleonora Licata...
...mentre Marta continua la sua lotta per la vita!
Sta
meglio la piccola Marta Calenda, la bambina palermitana che "S.O.S.
Aiuto-Una mano tesa" ha seguito fino allo scorso numero. Marta,
che ha compiuto 2 anni lo scorso 25 settembre, è affetta dalla
nascita da una terribile malattia: la fibrosi cistica. Grazie alla solidarietà
dei lettori e degli abbonati di "S.O.S. Aiuto-Una mano tesa",
Marta si sta curando a New York, presso il St. Vincent Hospital. Come
ci scrivono i genitori della piccola Salvatore e Sabrina, i fondi raccolti
vengono utilizzati, oltre che per i frequenti viaggi, per acquistare
un importante medicinale che costa ben 1.000 dollari alla confezione,
il Pulmozyme Iniilation Solution. La malattia non è ancora sconfitta,
ma la speranza è più forte.
Di
speranza e di forza ne ha invece tanto bisogno Eleonora Licata, 13enne
di Canicattì (AG). Alla sua età dovrebbe essere spensierata,
uscire con le amiche, pensare magari al primo amore
Eleonora invece
è affetta da una terribile malattia che le offende il corpo e
costringe la sua libertà e la sua giovinezza. Si tratta di una
grave scoliosi congenita che la accompagna ormai dalletà
di 2 mesi. Da allora è stata sottoposta a molteplici cure, consistenti
soprattutto nellapplicazione continua di ingessature e bustini
ortopedici. La piccola e la sua famiglia hanno peregrinato da un ospedale
allaltro della Sicilia, sostenuti dalla speranza di poter trovare
una soluzione definitiva che consentisse a Eleonora di poter condurre
una vita quanto più possibile normale e simile a quella degli
altri suoi coetanei. Sono stati anni difficili e di disperazione, con
tanti momenti drammatici e tanti problemi, anche economici; talvolta
ci si poteva aggrappare a qualche lieve speranza, ma poi tutti svaniva
e si sprofondava di nuovo nello sconforto. Le cure consistevano in pesanti
gessature che venivano sostituite ogni 40 giorni. Nonostante i ridotti
miglioramenti ottenuti nel corso degli anni, i genitori non si sono
arresi, immaginando di potere un giorno finalmente vedere la loro bambina
giocare liberamente, saltare gioiosamente sul lettone matrimoniale,
andare in bicicletta, potersi divertire con i suoi fratellini. Sì,
perché Eleonora ha altri tre fratelli, e tutti e quattro sono
stati tirati su con il solo stipendio del padre, che ha un lavoro part-time
e guadagna 653 euro al mese, mentre la madre è disoccupata.
Dopo tanta attesa e molte speranze deluse, per Eleonora potrebbe finalmente
esserci una nuova possibilità di condurre una vita normale: un
altro viaggio della speranza, questa volta effettuato allOspedale
G. Pini di Milano, un importante centro specializzato in
patologie ortopediche, potrebbe costituire la svolta decisiva; a quellindirizzo
la famiglia Licata è giunta quasi per caso, ma forse questa volta
il destino sembra sorridere. Il Prof. Caserta, primario del nosocomio,
dopo aver visitato Eleonora, diagnostica che la malattia da cui è
affetta è molto grave e che il proprio ospedale non è
in grado di curarla, quello che era stato fatto fino a quel momento
erano state cure non adeguate. Nonostante questo, ai genitori viene
illustrata la possibilità di rivolgersi ad un centro estero,
lOpedale St. Vincent De Paul di Parigi, struttura specializzata
in malattie e chirurgia della colonna vertebrale.
A questo punto, facendo enormi sacrifici economici, la famiglia Licata
intraprende un viaggio verso la Francia, potandosi appresso, oltre ai
pochi bagagli, anche la grande aspettativa di coronare il loro sogno
di vedere la loro piccola condurre una comune vita da adolescente.
Lennesima visita e gli ennesimi esami per Eleonora, che sicuramente
conosce più le sale daspetto e gli ambulatori dei giocattoli
o dei videogames. Lesito è incoraggiante, il dott. Zeller
prospetta la risoluzione del caso, non con le solite cure, ma con un
intervento chirurgico che porterà a un lungo decorso post-operatorio,
da effettuarsi sempre a Parigi, oltre a un lungo periodo di riabilitazione.
Lintervento è costoso, la permanenza a Parigi per assistere
la bambina lo sarà altrettanto e ci sono altri tre bambini piccoli
di cui occuparsi adeguatamente: il tutto da affrontare con 653 euro
al mese, il misero stipendio del padre, una somma già insufficiente
a far condurre a una famiglia di sei persone una vita dignitosa in Italia
senza dover aggiungere i costi delle visite e terapie mediche.
Da soli non ce la potrebbero mai fare e sarebbero costretti a negare
alla loro bambina lunica possibilità rimasta di vivere,
per la prima volta, spensieratamente, dopo aver visto negata linfanzia.
A lanciare un appello di aiuto è stato il padre Pasquale, appello
accolto con gioia, disponibilità e impegno dalla redazione di
"S.O.S. Aiuto-Una mano tesa" che per un anno provvederà
a stanziare mensilmente una somma adeguata alle esigenze della famiglia
Licata.
Basterà come sempre la solidarietà e il piccolo contributo
di molti ad aiutare chi ha più bisogno, e restituire a Eleonora
e alla sua famiglia il sorriso ingiustamente negato dagli amari scherzi
della sorte, a fare per gli altri ciò che vorremmo fosse fatto
per noi in caso di bisogno.
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